Incontro con il sindaco Alessandro Andreatta

“Ogni metro quadrato della città deve essere a disposizione di tutti, senza distinzione d’età, impiego lavorativo, estrazione sociale.” Questa è stata una delle frasi più forti pronunciate nell’incontro di questo pomeriggio (che vi avevamo annunciato in questo altro articolo). Sarà stato uno di voi a pronunciarla penserete, e invece è stato il sindaco. Ma come? non voleva spostare la movida a Gardolo nord?

Andiamo con ordine.

Siamo saliti a Palazzo Geremia in 6 per un incontro di due ore con il sindaco Andreatta e l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune Andrea Robol (di cui vi abbiamo parlato qui) in seguito alla nostra risposta alla sua intervista pubblicata sull’Adige qualche settimana fa, tema: movida a Trento.

Dopo le presentazioni di rito e un piccolo racconto di come e perchè è nata Stazione Futuro abbiamo chiesto al sindaco se il pensiero racchiuso nell’articolo dell’Adige corrispondesse davvero con il suo. Ecco allora che Andreatta ha pronunciato la frase di cui sopra, spiegando che non pensa assolutamente di spostare la movida a Gardolo nord, anche perchè, e ancora ci troviamo d’accordo con lui, ha constatato che della fantomatica movida a Trento non vi è traccia . La sua proposta semmai è quella di lasciare il divertimento fino a mezzanotte in centro città e per chi vuole proseguire la serata, come è lecito, si può pensare di spostarlo fuori dal centro cittadino e lontano da grossi centri abitati in modo da non disturbare nessuno. Questa è in sintesi la sua proposta.

Dopo esserci chiariti su questo punto, ribadendo il nostro pensiero per cui il centro cittadino non deve essere considerato un luogo di passaggio ma di aggregazione e che tuttalpiù si potrebbero spostare i “grandi eventi”, quelli più impattanti a livello di rumore, come i concerti ma tenere gli happy hour e i locali in centro, siamo passati alle proposte concrete arrivate con le #primariedelleidee.

Siamo partiti dal trasporto pubblico urbano: abbiamo riferito dell’idea arrivataci di organizzare un paio di corse notturne il sabato sera fino all’ una di notte circa per l’utenza giovanile e del bisogno di riorganizzare le corse in modo da eliminare le corse meno sfruttate in favore degli orari di punta.

Dopo una discussione nello specifico su questo tema abbiamo affrontato l’ annoso tema della burocrazia nell’organizzazione di eventi. Quando si organizza un evento infatti, come se non bastassero tutte le complicazioni organizzative, bisogna dedicare molto tempo agli adempimenti burocratici. E fin qui niente di sbagliato, se non fosse che per farlo bisogna girare almeno 5 uffici diversi dislocati in  varie parti della città. Perchè non mettere in piedi un ufficio unico dove adempire a tutti gli oneri? O, ancora meglio, utilizzare delle interfacce online in modo da interagire così con la pubblica amministrazione? Un altro tema simile è quello della difficoltà, a causa delle spese troppo elevate per i permessi, ad utilizzare volantini e materiale cartaceo per la pubblicizzazione di questi eventi: molto spesso costano più i permessi per attaccare i volantini che la loro stampa. Sono delle proposte da studiare nel dettaglio ovviamente ma il sindaco ci è parso molto disponibile su questo tema e ci ha invitati a un tavolo di lavoro a cui siedono, oltre all’amministrazione comunale, anche numerose associazioni che organizzano eventi di vario tipo per cercare di risolvere questo problema.

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Siamo poi arrivati alle proposte che sono più strettamente legate al problema della movida in città; abbiamo esposto le nostre proposte in merito al vuoto a rendere per i bicchieri che, secondo noi, sarebbe da incentivare nei locali della città; in merito alla sensibilizzazione nelle scuole, in particolare nelle scuole medie, sul tema dell’educazione al divertimento; e a proposito del bisogno di nuovi spazi per i giovani, sul modello di successo della Bookique e del Caffe della Pace. Luoghi quindi dove ci sia divertimento di buona qualità, evitando il degrado e “l’ubriachezza molesta”, che siano funzionali agli studenti e alla zona in cui sono inserite. Infatti in entrambi i casi questi locali hanno portato a una diminuzione della microcriminalità e delle situazioni di degrado nelle zone limitrofe.

Ci sarebbe stato ancora da discutere ma il tempo era scaduto. Ci siamo lasciati decidendo di rincontrarci a gennaio per aggiornarci sul percorso fatto e impegnandoci a organizzare un tavolo di lavoro collettivo che coinvolga tutte le parti in causa. Ci è parso tutto sommato un incontro positivo che giustifica il nostro tentativo di fare politica attraverso il dialogo con le istituzioni. E’ un primo passo importante, mettiamo in fila i prossimi ora!

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