Docenti

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La prima mossa che ormai da anni tarda a venire è quella di ridare credito al ruolo dell’ insegnante. Il lavoro forse più delicato e impegnativo della nostra società, proprio perché forgiatore della società del futuro, dei futuri cittadini, non può essere bistrattato come è accaduto negli ultimi anni. Gli insegnanti vanno ascoltati, valorizzati, tutelati. Come è possibile che un assessore all’ Istruzione al momento di cambiare il sistema non coinvolga prima di tutto le parti in causa, gli insegnanti (e gli studenti)? Bisogna liberare tutte le energie e la vitalità che in questo momento non riescono ad essere espresse. Su questo fronte non si può che iniziare da una seria ridiscussione dei salari, questi si ben al di sotto della media OCSE, e da un aumento delle ore eccedenti d’insegnamento, oggi una settantina per un intero anno scolastico, per permettere ai docenti di sfruttare le proprie competenze in modo da potenziare l’offerta formativa e progettuale degli istituti. “Liberare le energie e vitalità” dicevamo.

Ma la discussione sulla scuola che vogliamo non può fermarsi qui. Non si può parlare di una ridiscussione dei salari del corpo docenti senza trattare di quali devono essere i criteri d’ assegnazione di questi salari. Oggi l’anzianità è l’unico criterio di valutazione dell’ operato di un insegnante. Non può più essere così, è anacronistico. Anche in Trentino c’è una differenza di trattamento inaccettabile tra docenti con contratto a tempo indeterminato e docenti precari. L’unico modo per evitare questa discriminazione tra lavoratori con le stesse credenziali è cambiare le regole del gioco, cambiare i criteri di scelta. Ecco quindi che si presenta la necessità di valutare l’operato dei docenti, come accade al giorno d’oggi per molte professioni. Per valorizzare le eccellenze e rifondare il sistema scolastico sul merito. (aggiornamento 27/5/2014 – proposta concreta: Vorresti dare un voto al tuo prof?)

Ultimo punto critico per quanto riguarda la componente docente è la mancanza di una reale continuità didattica. Quante volte capita alle classi di vedersi cambiato il proprio professore da un anno all’ altro? Assolutamente troppe. La continuità didattica è un diritto di ogni studente, come è possibile pretendere che gli studenti trentini rimangano al top delle classifiche se continuano a subire cambi di insegnanti, quindi di metodo, criteri di valutazione e facce? Siamo consapevoli che questo sia un argomento molto intricato in cui è arduo farsi largo per i non addetti ai lavori ma la nostra proposta è chiara: nel momento in cui i docenti precari scelgono, in base a numerosi criteri di precedenza, dove andare a insegnare, bisogna favorire coloro che intendono continuare nella stessa classe dell’ anno precedente.

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