Finanziamenti pubblici

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Lo Stato Italiano spende per ogni studente dalla scuola dell’ infanzia al conseguimento della laurea circa mezzo milione di euro e destina all’intero settore educativo il 4,7 % del Prodotto Interno Lordo, contro una media OCSE del 6,5 %. Per cambiare realmente la nostra scuola è necessario prima di tutto un cambio di mentalità di chi considera questi costi delle semplici spese, quando invece risultano degli investimenti fondamentali per la crescita di un Paese e della società. Prendiamo d’esempio i nostri vicini di casa: la Svezia, la Danimarca e il Belgio sono i paesi in Europa che investono di più nel proprio sistema d’istruzione, e guarda caso sono in posizioni più avanzate di noi nella classifica dell’indice mondiale dello sviluppo umano (ISU) (che a onor del vero comprende anche altri criteri, ma è comunque indicativo dell’importanza degli investimenti nell’istruzione). Rispettivamente al settimo, al quindicesimo e al diciassettesimo (l’Italia occupa il venticinquesimo posto).

Forse non tutti sanno che i fondi destinati alle nostre scuole si dividono in due fondi indipendenti tra loro: ogni scuola ha a bilancio il fondo di funzionamento e il fondo qualità. Il primo è utilizzato per tutte quelle spese ordinarie giornaliere come il riscaldamento, le fotocopie, l’illuminazione, i rifiuti, i servizi igienici; mentre il secondo finanzia la progettualità, quindi le consulenze esterne. Negli ultimi anni, come tutti sappiamo, scelte politiche dovute in parte alla crisi economica hanno portato a tagli profondi ai fondi destinati all’istruzione. È interessante però il trend che si è verificato negli ultimi anni che vede il fondo di funzionamento sempre più ridotto, a differenza del fondo qualità che ha subito meno variazioni in negativo. La scuola trentina infatti si è sempre vantata di mettere a disposizione molti servizi e di mettere in piedi molti progetti che completassero l’offerta formativa della mattina, e questo è assolutamente un fattore positivo e nobile, ma è anche vero che non è accettabile che la progettualità pregiudichi il normale svolgimento della mattinata. Spesso le scuole vedono ridursi all’ osso i fondi ad esempio per il riscaldamento ma hanno a disposizione numerose risorse per progetti extrascolastici e collaborazioni. È facile comprendere come sia contraddittoria una situazione di questo tipo.

Per far capire a tutti la complessità di questi meccanismi noi di Stazione Futuro stiamo lavorando perché viga la massima trasparenza finanziaria negli istituti scolastici. In un periodo di crisi economica come la nostra è importante per le istituzioni (ad ogni livello) rendere pubblici e trasparenti i propri conti, così che tutti possano controllare il loro operato. Questo potrebbe essere reso possibile tramite la divulgazione online dei bilanci annuali, non dovrebbe essere troppo difficile, no?

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