Documento programmatico: le proposte per la città

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO

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Il gruppo #TRENTOÈGIOVANE vuole porre l’attenzione sulle problematiche legate alla nostra città, in particolar modo a quelle in cui i giovani sono presi in causa direttamente. È proprio in quest’ambito che vogliamo prendere parte attiva e cercare – attraverso la collaborazione con le associazioni e gli enti pubblici – di trovare delle soluzioni a quelli che sono i nostri problemi.

Per questi motivi il documento programmatico, aggiornato periodicamente, conterrà tutte le attività in programma (principalmente a breve/medio termine), sarà pubblicato sul sito di Stazione Futuro e consultabile da chiunque.

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SPAZI DI AGGREGAZIONE

Vogliamo ottenere una sala o uno spazio da poter gestire autonomamente che diventi la sede ufficiale del nostro movimento, dove poter svolgere tutti gli incontri e direttivi in programma. Prima di ciò vogliamo far sì che questo spazio possa rappresentare un punto di riferimento per ogni giovane della città e non, dove poter trascorrere del tempo libero con gli amici, dove poter studiare in mancanza di altre sale consone (es: la sala studio della biblioteca comunale è spesso piena; quelle delle università sono giustamente occupate dagli studenti universitari), dove poter discutere, proporre e condividere idee sulla nostra città.

Dobbiamo chiaramente definire alcune modalità di gestione: in linea di massima dovrà essere sempre presente almeno un membro del movimento a controllare ed evitare comportamenti inappropriati da parte dei presenti e potremmo istituire un registro di presenze. Per quanto riguarda la modalità di accesso, questo è giusto che sia permesso a tutti ma dobbiamo trovare delle regole per mantenere l’ordine, come per esempio rendendolo possibile successivamente ad un’iscrizione, oppure a condizione di essere accompagnati da un membro di SF).

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MUSICHIAMO LE ALBERE

“Il Comune di Trento individua ed identifica con apposita segnaletica, posizioni nelle quali, dalle ore nove alle ore ventidue nel periodo estivo e dalle ore nove alle venti nei restanti periodi dell’anno, si possa esercitare, senza previa comunicazione ed anche amplificando i suoni, l’arte e lo spettacolo su strada” (Art 80 del regolamento di Polizia Urbana – esercizio dell’arte e dello spettacolo su strada).

Questi spazi permettono a chiunque di esibire la propria arte: prendendo spunto dall’ottimo lavoro di IKnowAPlace la nostra proposta è quella di definire e delimitare uno di questi spazi (attualmente 27 nell’ intera città) anche nel nuovo quartiere “Le Albere” essendo in esso presente una splendida area verde attualmente, purtroppo, poco utilizzata.

 

INTERESSARSI ALLA POLITICA E’ UN DOVERE

Sin dalla sua fondazione, Stazione Futuro ha impostato la sua attività mettendo al centro l’importanza di vivere in maniera attiva la politica, “non combattendo il futuro, ma costruendolo, insieme”. A questo proposito nel nostro manifesto troviamo delle parole coraggiose: “Se non ci occupiamo della politica sarà la politica ad occuparsi di noi con gli effetti che ne conseguono. E se pretendiamo che la politica si avvicini ai problemi dei giovani, dobbiamo noi giovani avvicinarci alla politica per farla nostra.” Nella descrizione in pillole del nostro movimento abbiamo scritto di voler combattere l’indifferenza verso la politica “perché quest’atteggiamento ormai diffuso è uno dei mali maggiori della nostra generazione”.

E’ giunto il momento che Stazione Futuro metta in pratica queste belle intenzioni, lavorando per costruire qualcosa di concreto.

Un gruppo sta già organizzando due incontri in vista delle elezioni europee: da qualche anno si sente spesso parlare di imposizioni dell’Europa, di vertici europei, di diritti europei, dei doveri dell’Europa, dell’unità economica, monetaria, sociale dell’Europa, di anti-europeismo, ma altrettanto spesso questi argomenti sembrano così lontani a noi che non ce ne interessiamo. Il voto di maggio rappresenta invece un appuntamento molto importante per tutti i cittadini dell’Unione, specialmente per noi giovani che cresciamo di pari passo con la nostra Europa. Per questo si rende necessario un cammino di formazione e informazione (qui il primo evento) durante il quale potremo avvicinarci a queste questioni per costruire delle basi su cui decidere il nostro voto.

Il nostro impegno non si può fermare a un singolo evento, ma vuole essere un percorso continuativo che mira ad un reale riavvicinamento dei giovani alla politica.

Nell’Ottocento lo scrittore russo Anton Čechov scriveva: “L’indifferenza è una paralisi dell’anima, una morte prematura”. Poco dopo, un filosofo statunitense scrisse: “La morte della democrazia non sarà opera di un assassino in agguato. Più probabilmente sarà una lenta estinzione causata da apatia, indifferenza […]” Provando a rileggere queste citazioni nell’attualità dei nostri giorni, nella nostra Italia, possiamo dire di essere in un mare di “anime paralizzate”; lo dimostra anche un sondaggio del 2013 che oppone un misero 2% di giovani coinvolti attivamente a un 23% di disinteressati che tendono a evitare l’argomento politico. E non è tutto, la politica risulta essere corruzione (per il 74% dei giovani), provoca sensazioni di “disgusto” (67%) e di “rabbia” (57%). Sulla base di tutti questi fattori il tasso di astensionismo giovanile è altissimo (38% prima delle elezioni politiche del 2013). Questo non può che generare preoccupazione: disinteressarsi della politica significa non essere interessati alla situazione presente in cui viviamo e alla costruzione di un futuro che interesserà in prima persona noi ragazzi, nella concretezza della vita che condurremo, nel lavoro che dovremmo trovare, in una famiglia che potremmo costruire. La politica si presenta allora in una luce diversa da quella che i molti delusi immaginano: non si tratta di una brutta parola che rappresenta gli affari di palazzo, bensì “un’attività esercitata in qualunque campo pubblico in vista del raggiungimento di determinati beni comuni”. Questa era l’idea di politica che impostarono in origine i Greci e ribadita nel ‘700 da pensatori come Rousseau e Montesquieu.

Sarà in seguito che quest’ultimo ad evidenziare la necessità dell’elezione di rappresentanti dei cittadini (“Poiché, in uno Stato libero, qualunque individuo che si presume abbia lo spirito libero deve governarsi da sé medesimo, bisognerebbe che il corpo del popolo avesse il potere legislativo. Ma siccome ciò è impossibile nei grandi Stati, e soggetto a molti inconvenienti nei piccoli, bisogna che il popolo faccia per mezzo dei suoi rappresentanti tutto quello che non può fare da sé.”), ma la politica resta prima di tutto uno strumento per cambiare in prima persona la situazione che ci circonda.

Se lavoriamo seguendo questo concetto originario di politica crediamo di poter risvegliare queste “anime paralizzate” e fermare “la lenta estinzione della democrazia”, cercando di riconsegnare un po’ di fiducia a questo bellissimo processo chiamato “politica”. Potremo così dire di aver sconfitto l’apatia, l’indifferenza e generato entusiasmo. Dall’entusiasmo poi nascono le idee che, con dei piani definiti, possono diventare azioni concrete. Tocca a noi provarci, perché “non si vince combattendo il futuro, ma costruendolo. Insieme.”

 

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