Questionari, al via la sperimentazione

Finalmente ci siamo. Il progetto che più ci ha impegnati in questi mesi sta finalmente vedendo la luce. Stiamo parlando della valutazione docenti e più in particolare della sperimentazione di questionari compilati da studenti sui loro docenti (qui tutti dettagli).

Martedì 3 febbraio infatti -domani- gli studenti partecipanti riceveranno nelle loro caselle email il messaggio del Dipartimento della Conoscenza della Provincia di Trento grazie al quale potranno accedere al questionario (che potete scaricare in coda all’articolo) online sui propri docenti che partecipano volontariamente alla sperimentazione.

Quali sono i professori che partecipano alla sperimentazione, vi chiederete voi. Facciamo un po’ di chiarezza.

Seduti al Tavolo Ovale

Un’immagine dell’incontro con Rossi

Dopo l’incontro con il Presidente Ugo Rossi è stato nostro compito trovare professori volontari che prendessero parte alla sperimentazione per testare la validità del questionario. Abbiamo scelto la squadra sperimentatrice secondo le proposte volontarie che ci sono pervenute da questo link e secondo i criteri di rappresentatività di tutte le sigle sindacali (manca solo la UIL, che non ha potuto partecipare per disguidi tecnici) e di tutto il territorio provinciale. Ci siamo trovati quindi a fine estate con un gruppo di 17 professori più l’intero istituto tecnico CFP G. Veronesi di Rovereto che grazie alla determinazione della preside Laura Scalfi e la mediazione della Provincia partecipa integralmente. Fanno in tutto ben 60 docenti su tutto il territorio trentino.

Ecco la lista completa:

Paolo Retinò UPT (Arco)
Norma Dallago Galilei (Trento)
Maria Prodi Prati (Trento)
Lorenza Zeni Galilei (Trento)
Marino Cofler ITT (Trento)
Floriana Baruzzi Galilei (Trento)
Gianna Ferretti ITT (Trento)
Manuela Rigo Tambosi (Trento)
Stefano Cagol Tambosi (Trento)
Giuseppe Peranzoni ITT (Trento)
Stefano Stefanini Prati (Trento)
Luciano Dimaio Rosmini (Rovereto)
Alessandro Genovese Davinci (Trento)
Nicola Zuin Degasperi (Borgo)
Francesca Mazzini Marie Curie (Pergine)
Anna Carmela Pecoraro Don Milani (Rovereto)

A questi bisogna poi aggiungere tutti i docenti del CFP Veronesi, 43 in tutto.

Dopo la fase di completamento dei questionari sul primo quadrimestre i dati arriveranno ai professori, che avranno 2 settimane di tempo per analizzarli e deciderne cosa fare. I dati delle risposte rimarranno infatti ai professori, e non saranno visibili da nessun altro senza sua esplicita autorizzazione.

Come abbiamo spiegato qui qualche mese fa il questionario non è tanto uno strumento di valutazione (chi sono gli studenti per valutare i loro professori?) ma è uno strumento di feedback, di ulteriore dialogo tra professori e docenti.

Quindi da marzo inizierà l’ultima fase della sperimentazione: la valutazione dello strumento. Ascolteremo tutti i pareri e le impressioni di studenti e professori e di chiunque altro vorrà aiutarci, addetti ai lavori e non. Dovrà essere una campagna d’ascolto inclusiva e trasparente, volta a migliorare ulteriormente il questionario ed a aggiustarlo nei suoi punti critici.

A tal punto sarà il momento di passare il testimone alla Provincia, che dovrà assumersi ogni responsabilità sulla attuazione del progetto su scala provinciale. Probabilmente non basterà un anno di sperimentazione per adottarlo in modo obbligatorio a tutti i professori della Provincia, ma nel caso fosse dimostrata la bontà e l’utilità del questionario questo sarà introdotto gradualmente, innanzitutto mettendolo a disposizione dei vari istituti che vorranno farne uso.

Ora che finalmente sta per diventare realtà è forse il caso di spendere qualche parola sul senso di questa sperimentazione. La valutazione della didattica è in questi mesi sulla bocca di tutti. Il progetto di riforma di Renzi dovrebbe rivoluzionare il mondo della scuola proprio introducendo la valutazione degli insegnanti (si parla anche di questionari sui docenti). La domanda da porsi non è però se è giusto o meno valutare gli insegnanti; ciò su cui dobbiamo riflettere è come valutarli, in base a quali criteri. Tutto infatti dipende da questo punto. Una valutazione della didattica può dimostrarsi inutile e dannosa o al contrario risolutrice e virtuosa in base ai criteri adottati. Noi studenti, e il nostro progetto lo dimostra, crediamo che il criterio fondamentale debba essere la qualità dell’insegnamento in classe, in tutte le sue forme. E chi meglio degli studenti può dire la propria opinione sul modo in cui un professore insegna in classe? Certo il parere di venti studenti non può e non deve bastare ma entra di diritto nei criteri di valutazione di un insegnante.

Siamo al giro di boa, ora finalmente si esce allo scoperto. Se fino ad ora abbiamo infatti lavorato in background, incontrando personalmente tutti gli insegnanti e tessendo le file di un progetto articolato ora finalmente tutti potranno giudicare il nostro operato. Il nostro è un piccolo progetto, che non risolverà i problemi degli studenti né tanto meno dei professori. Importante è però un fatto: è un progetto che viene dal basso, dalle idee di chi ha scuola studia e lavora. Un progetto nato non per dividere ma per unire. La scuola si rinnova dal basso, studenti e professori insieme.


SCARICA QUI I QUESTIONARI:

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