Una Scuola che insegni ad essere Cittadini – #educivica

Testo integrale della lettera pubblicata sull’Adige del giorno 25/5/2014, che potete trovare qui.

Chiedete a vostro figlio, a vostro nipote di elencarvi cinque partiti candidati alle Europee. Domandategli gli ultimi tre presidenti del consiglio. Fatevi dire i nomi delle maggiori istituzioni italiane. Pochi, pochissimi sapranno rispondere correttamente a tutte queste domande. Eppure non è niente di troppo specifico, inutile o complicato.

Ultimamente, nelle generazioni più giovani è sempre più evidente il crescente disinteresse e l’ignoranza verso la politica ed il funzionamento delle istituzioni, che porta ad un generale impoverimento culturale del nostro Paese. Confrontandoci con i nostri coetanei abbiamo scoperto che molti dei neo maggiorenni arrivano al primo voto senza avere mai avuto una posizione politica, o non in grado di fare una scelta consapevole. In un sistema democratico come quello italiano, attraverso il quale i cittadini manifestano il loro potere politico, è allarmante che non ci sia una base solida nella preparazione dell’elettorato.

Potrebbe l’educazione civica riempire questa mancanza? Restaurando la nostra cultura in questo campo, si riuscirebbe a rendere i cittadini più attivi e consapevoli? Noi di Stazione Futuro abbiamo aperto un dialogo con studenti e professori degli istituti superiori del territorio e, in particolare, abbiamo incontrato i dipartimenti di storia e filosofie di alcune scuole. Dagli incontri è emerso che chiedere un’ora settimanale sul modello di altri stati europei è, almeno al momento, impossibile a causa della rigidità dei programmi e del numero di ore a disposizione. Come fare allora per portare l’Educazione Civica negli stringatissimi orari di licei, istituti tecnici e scuole professionali? Invece di fermarci alla sola critica abbiamo cercato di formulare alcune proposte. Perché non fare una simulazione di elezioni nelle scuole? Così si riuscirebbero a spiegare molte cose riguardanti i sistemi elettorali e istituzionali, si avrebbe già una certa cultura politica una volta arrivati ai diciott’anni e il voto non sarebbe una novità. In Germania questa iniziativa è già stata sperimentata per le Europee. In alcune scuole si svolge regolarmente la lettura dei quotidiani, che mira ad avvicinare gli studenti all’attualità. E’ sicuramente un bel punto di partenza, e crediamo si possa estendere a tutti gli istituti superiori, puntando molto alla stimolazione di un dibattito e allo scambio di opinioni. Tale dialogo si potrebbe anche realizzare durante le ore di storia e filosofia, materie che danno l’occasione di attualizzare gli argomenti regolarmente trattati dal programma, collegandoli ai fatti della realtà in cui viviamo.

Vogliamo che la scuola ci insegni a “nuotare”, prima di tuffarci nel mondo della politica. Vogliamo essere Cittadini con la “C” maiuscola: informati e consapevoli. Crediamo sia possibile intervenire sul piano dell’Educazione Civica già dal prossimo anno scolastico, ma purtroppo non abbiamo la provvidenziale “bacchetta magica”. Ci rivolgiamo perciò a politici, professori, studenti e alla cittadinanza: abbiamo elaborato queste proposte, vogliamo parlarne, sentirne di nuove e aprire una discussione. Noi ci siamo.

Lorenzo Tait, Benedetta Girardi, Alessandro Folgheraiter, Marco Porcelluzzi, Stefano Dalfovo del gruppo scuola e tutte le ragazze e i ragazzi di Stazione Futuro

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