Partiti italiani, europei e candidati alla Commissione

Quest’anno, per la prima volta, oltre agli eurodeputati si elegge anche il presidente della Commissione europea (qua i suoi ruoli). Lo slogan della campagna del Parlamento europeo per invitare i cittadini a recarsi alle urne il 25 maggio è, infatti, “This time is different” (qua l’opinione di Philipp Woelk a proposito).

Ma perché questa volta è diverso? Facciamo un passo indietro. Dal 1979, i cittadini di tutta l’Unione sono chiamati a eleggere direttamente i loro rappresentanti al Parlamento europeo. Ma con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, i cittadini acquisiscono un potere in più: il presidente della Commissione europea, l’esecutivo europeo, quindi la più alta carica delle istituzioni comunitarie, deve essere nominato dai governi “tenendo in conto i risultati delle elezioni” e “dopo aver consultato” il Parlamento europeo. In seguito il Parlamento dovrà eleggerlo.

Questo vuol dire che, votando alle elezioni europee, i cittadini hanno voce (sebbene indirettamente) anche sulla scelta del presidente della Commissione. In passato, questa scelta è sempre stata il risultato di un accordo fra i capi di Stato e di governo di tutti gli Stati membri. Questa volta, però, non potrà andare così, perché le principali famiglie politiche europee hanno preso l’iniziativa senza aspettare di essere consultati dai governi e hanno già da tempo indicato i propri candidati.

Continua dopo il video del dibattito tra i candidati alla Commissione

Qual è dunque la portata del cambiamento? Per la prima volta nella storia dell’Europa, la campagna non si giocherà solo sulla dimensione nazionale: questa volta i cittadini sapranno che il loro voto determinerà non solo la scelta degli europarlamentari, ma anche quella di chi guiderà il governo dell’Europa (ruolo ricoperto oggi dal portoghese José Manuel Barroso). E questo potrebbe essere un valido antidoto contro l’astensione. Inoltre per la prima volta il presidente della Commissione dovrà rispondere direttamente al Parlamento che lo elegge, e quindi davanti ai cittadini, ancor prima che ai governi che lo nominano, rendendo la politica europea più chiara e trasparente.

L’elenco dei sei candidati alla presidenza della Commissione è pronto. Non tutti i partiti, infatti, appoggiano un candidato, dal momento che alcune forze (come il Movimento 5 Stelle in Italia) non hanno stretto alleanze a livello europeo. Mentre altri partiti (in primis l’Efa che fa capo a Marine Le Pen, l’Alleanza europea per la libertà, il gruppo di estrema destra a cui hanno aderito fra gli altri anche la Lega Nord) hanno deciso di non candidare nessuno, per non legittimare un’istituzione, l’Unione Europea appunto, che non riconoscono.

Chi sono i candidati alla Commissione Europea e da chi sono sostenuti?

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Proponiamo qua per gli amanti della sintesi (estrema) una video-intervista di Ballarò ai candidati presidente.

Jean Claude Junker – Partito Popolare Europeo (PPE)

Il PPE sostiene la candidatura alla Presidenza della Commissione Europea di Jean Claude Junker (foto sotto). Lussemburghese, ex primo ministro del Granducato per 18 anni e presidente dell’ Eurogruppo (leggi qua cosa è) dal 2005 al 2012, è uno dei nomi più noti del Ppe. Di posizioni conservatrici e cristiano-democratiche, propone di “coordinare meglio la politica economica”, anche se non ci deve essere alcuna “inversione” nel modo in cui è stata affrontata la crisi fino a ora.

First Ecofin Meeting With New EU President

Il PPE è la famiglia politica europea di centro-destra. Aspira a un’Europa dei valori vicina ai cittadini e basata sulla democrazia, la trasparenza, la responsabilità e la prosperità attraverso la promozione di un’economia sociale di mercato.

In quanto erede politico dei padri fondatori dell’UE, il PPE comprende 74 partiti provenienti da 39 paesi. Può contare sul gruppo politico più grande al Parlamento europeo e sulla maggioranza dei capi di Stato e di governo rispetto a ogni altra famiglia politica al Consiglio europeo, come pure su membri della Commissione Europea.

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Il PPE è appoggiato in Italia da:

Il programma elettorale di queste europee consiste in una comune politica dell’economia, una comune politica fiscale e un’unica politica estera europea. Per questo Forza Italia chiede che il presidente del governo europeo venga eletto direttamente dai cittadini europei. E’ necessario eliminare il fiscal compact (cosa è?) e consentire ai Paesi lo sforamento del 3% annuo nel rapporto tra deficit e Pil. La Banca centrale europea (leggi qua i suoi ruoli) deve diventare prestatore di ultima istanza, che possa stampare moneta ed emettere eurobond (cosa sono?). Vanno rinegoziati tutti i trattati firmati a livello europeo.

Il programma di Ncd e Udc alle europee 2014 prevede l’elezione diretta del Presidente della Commissione europea, per riavvicinare i cittadini alle istituzioni comunitarie che sono percepite così lontane. Vogliono dire basta austerità, perché è il momento di investire per rilanciare l’economia europea. Le spese per lo sviluppo non possono continuare ad essere considerate un peso sul nostro bilancio, intendono lavorare per un patto di stabilità più flessibile e una vera unione bancaria e fiscale. La Bce (leggi qua i suoi ruoli) deve garantire una politica monetaria efficace facendo anche da prestatore di ultima istanza con gli eurobond ed emettendo project bond per finanziare gli investimenti. Indicano il lavoro come priorità assoluta, come anche sconfiggere la disoccupazione. Più finanziamenti per le piccole e medie imprese, per gli imprenditori che assumono, più opportunità per i giovani meritevoli, per garantire loro un futuro in Italia. La qualità dei prodotti italiani deve essere tutelata soprattutto dalla contraffazione. Credono inoltre che la sicurezza e la difesa dei confini dell’Unione europea non possono essere lasciate agli sforzi dei singoli Paesi membri, così come la politica estera deve essere unitaria.

Martin Schulz – Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D)

Il S&D sostiene la candidatura di Martin Schulz (foto sotto). Esponente del Spd tedesco, propone un’Europa che punti su una maggiore coesione tra gli Stati e che riesca ad andare oltre all’ austerity per tornare a una politica di crescita.

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Il Partito dei Socialisti Europei può contare su 53 partiti socialisti, democratici e laburisti dell’Unione Europea e dei paesi vicini. La campagna elettorale per le elezioni europee metterà al centro le persone e promuoverà l’impegno per i valori comuni di democrazia, eguaglianza, solidarietà e giustizia sociale. Nella corsa verso le elezioni europee, il Partito Socialista e Democratico propone un unico candidato alla Commissione Europea (leggi qua i suoi ruoli), che è Martin Schulz, attuale Presidente del Parlamento Europeo.

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Il S&D è sostenuto in Italia da:

Il programma del Pd alle europee 2014 è diviso in 10 punti: tra questi il diritto a un lavoro dignitoso, la creazione di nuovi posti di lavoro, la ripartenza dell’economia europea, la regolamentazione del settore bancario, l’imposizione di un tetto per i bonus ai banchieri, la creazione di un Europa sociale e verde, favorire l’uguaglianza dei diritti delle donne e delle diversità, la promozione di un vita sana e sicura, maggiore democrazia e partecipazione. Nel programma del Pd per le elezioni europee c’è anche la parità di genere e la lotta alla violenza sulle donne, il ricorso ai project bonds per finanziare gli investimenti nell’economia verde e la promozione dell’Europa come attore globale.

Guy Verhofstadt – Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE)

L’ALDE sostiene la candidatura alla Presidenza della Commissione Europea di Guy Verhofstadt (in foto). Belga, classe 1953, è il candidato per l’Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa, che tiene al suo interno i partiti di centro e liberisti che non si riconoscono nel Ppe. Europeista convinto, mira al raggiungimento degli Stati Uniti d’Europa (leggi cosa è), puntando su una coesione sempre maggiore tra le nazioni. L’Alde è la terza forza a Strasburgo.

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Il gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE) promuove i valori democratici e liberali in Europa. Con oltre 55 partiti liberali membri in tutto il continente, applica il principio della libertà sul piano politico, economico e in tutti gli altri ambiti della società.

Fondato nel 1976, prima delle prime elezioni europee, si è affermato nel 1993 come primo vero gruppo politico transnazionale. L’ALDE rappresenta un collegamento sempre più essenziale tra i cittadini e le istituzioni dell’Unione e continua a crescere in termini di dimensioni e importanza.

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L’ ALDE è sostenuto in Italia da:

L’Europa che Scelta Europea desidera si basa sulla fiducia dei suoi cittadini. La lista è formata da Centro Democratico, Scelta Civica per l’Italia e Fare per Fermare il Declino. L’Europa scelta da Guy Verhofstadt (cioè il candidato presidente di ALDE) è un’Europa federalista, nemica della burocrazia e vicina alle imprese, ai lavoratori, alla libertà di ricerca, all’innovazione, all’autonomia dei territori. Le priorità di ALDE  e Scelta Europea sono la creazione di posti di lavoro attraverso il rafforzamento del mercato unico dell’energia, del digitale, dei servizi finanziari, dei trasporti e della sanità e facilitando la libertà di movimento dei servizi e dei lavoratori. E’ necessaria una riforma del sistema finanziario dell’Unione,  in modo che nessun Paese contribuisca in maniera sproporzionata. Per mantenere i conti in ordine tutti gli Stati dovranno ristabilizzare i conti pubblici. Bisogna promuovere i diritti umani e la protezione dei più deboli, sia all’interno dell’Unione che al di fuori dei suoi confini. Ed è necessario semplificare le regole europee e ridurre la burocrazia.

Josè Bovè e Ska Keller – European Green.eu 

La lista dei Verdi sostiene due candidature, risultato di primarie online in cui hanno ottenuto un sostanziale pareggio con circa 11.700 voti ciascuno. Si tratta del sessantunenne francese José Bové, storico personaggio del mondo no-global e anti-Ogm, e della tedesca Ska Keller, classe 1981, astro nascente del mondo ambientalista. Entrambi sono capilista. Chi dei due sarà il candidato presidente lo decideranno i voti che saranno in grado di conquistare.

Il Partito verde europeo è una forza politica identificabile per il suo impegno verso la responsabilità ambientale, la libertà individuale, la democrazia inclusiva, la diversità, la parità di genere, lo sviluppo sostenibile globale e la non violenza. I membri provengono dai partiti verdi dei paesi europei (sebbene non necessariamente da Stati membri dell’Unione europea). L’impegno per un’Europa più partecipativa si concretizza nel fatto che sono il primo partito europeo a svolgere elezioni primarie aperte, le “primarie verdi”, per scegliere i candidati di riferimento che si presenteranno alle elezioni europee. Per questo motivo presenteranno due candidati alla Presidenza della Commissione Europea che hanno ricevuto pari numero di voti alle primarie, Ska Keller e Josè Bovè.

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I Verdi sono sostenuti in Italia da:

Il manifesto di Green Italia punta a far sì che l’Italia diventi  protagonista di un’Europa  democratica e federalista, attraverso un ‘’new green deal’’ per l’Italia: un patto per lo sviluppo nel segno di un uso sostenibile delle risorse naturali, dell’impegno per salvaguardare gli equilibri del clima e degli ecosistemi, della “green economy”, dell’equità sociale, del rispetto per i diritti e gli interessi delle generazioni future.

Alexis Tsipras – EuropeanLEFT, L’ Altra Europa con Tsipras

Fondato il 9 maggio 2014 a Roma, il partito della Sinistra europea (EL) raggruppa 26 partiti membri e 7 partiti osservatori da tutta Europa.

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La Sinistra Europea è sostenuta in Italia da:

Altri partiti italiani che non esprimono una preferenza sul presidente

Sono 7 i punti del programma del Movimento 5 Stelle per le elezioni europee. Referendum per la permanenza nell’euro, abolizione del Fiscal Compact, adozione degli Eurobond, alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune, investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit in bilancio, finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali  interni, abolizione del pareggio in bilancio.

La Lega Nord presenta un programma euroscettico, che si basa su due punti fondamentali: azzeramento dell’euro e controllo delle frontiere. Il programma, infatti, parla nello specifico di gestione delle politiche monetarie su base nazionale e di una revisione delle politiche legate alla libera circolazione di beni e persone. Accanto ad un richiamo alla tutela della famiglia tradizionale, si fa il punto anche sulla regolazione del commercio con l’estero, soprattutto nell’intenzione di proteggere i prodotti europei. Questi punti trovano un corrispettivo anche negli euroscettici di Marine Le Pen.

Il programma di Fratelli d’Italia- AN per le europee2014 è diviso in 16 punti:  Persona e popoli: il futuro dell’Italia e dell’Europa; Per una nuova etica pubblica; Aggredire sprechi e privilegi; Aggredire il debito, ridurre la spesa; Crescere per non morire; Difendere la specificità della nostra economia; Un nuovo sistema del credito è possibile; Un futuro di lavoro;La rivoluzione del welfare; Una giustizia che funzioni;La tutela della natalità e delle famiglie; L’Italia tra cultura e turismo; Costruire il futuro partendo da scuola e università;La rete e la rivoluzione digitale: una grande opportunità;I nuovi italiani: immigrazione e integrazione; Ambiente e paesaggio: strategie per il territorio.

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